Cose Perse


Continuiamo a perderci dal 2001.

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Goodnight

«Ricordati, ragazza mia, che l'attimo che stai vivendo è irripetibile. Passeranno dieci anni e ti ricorderai ancora di questo momento, di quest'uscita con le tue amiche, di questa vacanza, di questa estate. Ci saranno milioni di momenti simili e tutti saranno eccezionalmente importanti per te.»
«Cosa stai cercando di dirmi?»
«Di vivere. Di vivere oggi, credo.»
«Pà, non capisco»
«Oggi per te è un giorno come un altro, un martedì, ma dovrebbe essere unico, capisci? Vivere come se dovessi morire domani...»
«Oh mio Dio...»
«No, ascoltami! Sono serio! Sto cercando di dirti una cosa seria.»
«Mi hai appena detto di immaginare che domani morirò.»
«Ma cos'è successo all'intelligenza, perddio? Non fare la stupida, sai cosa intendevo dire. Oggi è un giorno unico. Oggi uscirai con le tue amiche e passerai una giornata che potrebbe essere una delle più belle della tua vita. Sai che puoi renderla tale tu stessa?»
«Non credo: non sono mica l'unica artefice delle mie giornate. Magari succederà qualcosa che la farà divenire una giornata di merda.»
«E' vero, ma noi abbiamo pur sempre un ruolo in quello che ci accade. Magari non sempre nel farlo accadere, ma di sicuro nel come lo viviamo. Domani, tra dieci anni, questo sarà un momento da ricordare, un giorno da commemorare. E tu potresti startene seduta sulla tazza del cesso, in un monolocale di merda, da sola, a pensare a questo bel momento.»
«Messa così è come dire che vivere un presente fantastico è la premessa per crearsi un futuro nostalgico.»
«Con la differenza che tu, testona, non vivi il futuro: ma il presente.»
«... Uff, non capisco dove vuoi arrivare, Pà. Cos'è questa? Una lezione o che cosa?»
«Non più di una pagina di diario.»
«...che comunque non ho capito.»
«Non voglio spiegartela meglio di così. Potrei, ma non voglio.»
«...questo sì.»
«?»
«Questo l'ho capito.»
«...»
«Ok.»
«Ok.»

Fa sordo

"Ti prego aiutami."
"No."

Facciamo fatica ad assumerci la nostra realtà, ma lo sappiamo che la realtà è come noi la costruiamo? Non so... Non ci manca niente (eh), ma non abbiamo niente. Saliamo sull'ennesimo furgone, sull'ennesima macchina, su un pullman, sul treno, sull'aereo ma dove ci porterà? Dove ci sta portando? Verso palchi vuoti e una notte che più dicembre si avvicina più diventa fredda?
Saliamo, suoniamo, diamo il massimo - o forse no, forse preferiamo dare il minimo, o il medio, ma il massimo mai, perché il massimo vuol dire essere sinceri con se stessi e con gli altri (e con gli altri tanto tanto, ma con se stessi...) - poi scendiamo e stringiamo un paio di bigliettoni in una mano, e un denso, intenso vuoto nell'altra. Giri la testa da un'altra parte, ficchi la mano in tasca e con l'altra molli i bigliettoni per una serata di amore e alcol, o forse solo alcol.
Abbiamo speso denaro, sudore, minuti di canzoni che poi sono diventati ore di dischi, giorni di prove, settimane di passioni, mesi di attese, anni di vita, e infine abbiamo dato tutto al vento e abbiamo sperato.
Anno 2010, odissea nello spazio di casa tua, nel tempo della tua vita. Cos'è tornato, dal vento? Cosa ti ha portato? Cosa ti ha regalato in cambio della tua adolescenza e degli anni a venire? Uno scherzo, una sciocchezza, probabilmente niente, forse un liquore troppo amaro persino per essere inghiottito. Vorresti che non fosse così, ma è così. Saresti pronto a chiedergli perché, a chiedergli "Non mi abbandonare", ma non è che la realtà che tu hai creato. E tu lo sai, ma non vuoi ammetterlo.

Portiamo per sempre sulle dita i segni delle corde di acciaio delle chitarre; sulle spalle il solco della fascia dei bassi; nei palmi le schegge di centinaia di bacchette di legno spezzate. Alzi la testa, ti fai accecare dall'ennesima luce mal posizionata; ti fai assordare dai decibel troppo alti; ti sloghi la caviglia, i polsi, l'anima saltando sul cemento, sentendo i muscoli che si strappano e tirano e urlano. Ma va bene. E' sempre andata bene così.

Pensi che sia uno scherzo?
"Dopo noi la quiete", ma forse anche durante.
Cosa vi è successo? Dove eravate quando toccava a voi suonare? Non riusciamo a sentire più nulla.

Grosseto: 11 settembre 2009

Come non detto: la nostra partecipazione all'evento è saltata.
Amen.

Nella luce delle 06:00 (si generano mostri)

"Odissea nella notte ultimo stadio", pensi un buon inizio e invece è fine e mo "sipario, senza cineprese", carica di offese - e ferite aperte, e ginocchia tese.
Posi le chitarre e vai di mix, è storia da trip, persi nei beat e nei bit, è un cheek to cheek con i geek della click, ma cì non manda male poi aquì e allora spingi così e bella zì per i three. Noi sopra e sotto la stoica calma dell'oceano, abbiamo dato molto e dunque adesso i fuochi creano ambientazioni in stile Braveheart, it's punk it's no-art, sa chi sta qua e vive in toto questa musica.
Poi si fa l'alba "nella luce delle 6.00 del mattino", finisce che si gioca a Guitar Hero col destino, è un assassinio del tempo, un grind sempre più lento, un occhio già semispento sul passato che è un momento. E' intento il nostro eroe della Mancha a combattere i mulini, dall'altra parte della lancia sta a districarsi come Houdini, incatenato ai suoi destini - pochi risvolti, ma molti casini.
Allora è "nebbia che sale su a banchi, prima che la porta del giorno si spalanchi", prima che i nemici diventino troppo stanchi, prima che 'ste rime si trasformino in gladi e brandi. Avran' di che dire: scrivere con le penne fino a farle morire, scrivere di ombre per vederle svanire. E' il lieto fine. E' il come dire. Esprimi rime. And that's amore.
Ma hanno capito, amico? Ti hanno colpito, amico? Perché altrimenti è solamente un'altra storia, un'altra piaga con all'interno un dito. Qui non c'è mica da credere: c'è da imparare - nessuna lezione, molte storie amare. E il gran finale è un affare da fare a fari spenti: o la va, o dietro di te ce ne sono altri venti. Pochi, troppo pochi per ripopolare la nazione. E' lo sterminio del '78 per l'ombra dello scorpione.
E il nuovo inizio lo sai dovrà essere rivoluzione, oppure ciò che si rischia è la nostra ultima estinzione.

Un'altra medaglia sul petto

Non puoi far finta di essere serio. O lo sei veramente, o presto o tardi se ne accorgeranno.

Dicono di noi

Ok, ci ho messo un po' ma finalmente sono online le ultime due recensioni al nostro disco, fatte da Ondalternativa e Audiodrome, che trovare rispettivamente qui e qui.

Entrambe, inoltre, ci hanno dato l'opportunità di farci quattro chiacchiere assieme e li ringraziamo davvero molto per questo: i dischi non possono mai dire tutto ciò che pensi e senti. Peraltro sono due interviste davvero belle, intelligenti, interessanti. E' stato un piacere rispondere.

Quella di Ondalternativa la trovate qui, mentre quella di Audiodrome non è ancora uscita sul loro sito, quindi la pubblicheremo più avanti.

Ondalternativa

s/t - Audiodrome

s/t - Ondalternativa

Live fast, die young

Un po' meno poetico di "Dream as if you'll live forever, live as if you'll die today" , un po' più punk, ma ugualmente efficace.

Curioso, "live fast, die young" sembra calzare a pennello anche alla generazione attuale, la generazione pigra. Ma dovremmo unire le due frasi per rappresentare al massimo quest'ultima: "dream as if you'll live forerever, die young". Non vi pare? Potremmo scriverlo sulla fronte dei nostri coetanei e di quelli con cinque e dieci anni di meno - forse anche venti. L'idea è che la vita possa essere qualcosa alla Hannah Montana; poi arriva dopodomani e ti ritrovi più come Amy Winehouse, gran voce e belle canzoni a parte.

I Circle Jerks erano più concreti: no future. Che uno dice "E' pessimismo". Ma il "no future" è decisamente figlio del pessimismo e del non impegno - unito a un contorno ambientale drasticamente sfavorevole. Il problema è che quello di oggi non è nemmeno ottimismo. E' idealismo psicotico. Viene sognata una realtà rosea (la "Hannah Montana realtà") e, nel momento in cui ci si accorge che, ahivoi, la realtà è più simile a un angolo di strada con un secchio dell'immondizia da svuotare, si cade nel baratro delle lacrime e, cosa peggiore, della mediocrità. E' stata una fantasia irrealmente magnifica per quel poco che è durato (dream as if you'll live forever) e adesso che i sogni si sono rivelati per quel che sono, non resta che adattarsi a una vita da medi-ano (die young).

Lo stesso è nel punk. Pare proprio così. Hanna Montana is a punk sarebbe la terza canzone del disco che segnerebbe l'inizio di una nuova era. Ah, pare che ci abbiano già pensato.

Punk punk punk punk she is a punk

Canzone del giorno: beh, mi sembra un po' scontato...

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