Continuiamo a perderci dal 2001.
Grosseto: 11 settembre 2009
Come non detto: la nostra partecipazione all'evento è saltata.
Amen.

Nella luce delle 06:00 (si generano mostri)
"Odissea nella notte ultimo stadio", pensi un buon inizio e invece è fine e mo "sipario, senza cineprese", carica di offese - e ferite aperte, e ginocchia tese.
Posi le chitarre e vai di mix, è storia da trip, persi nei beat e nei bit, è un cheek to cheek con i geek della click, ma cì non manda male poi aquì e allora spingi così e bella zì per i three. Noi sopra e sotto la stoica calma dell'oceano, abbiamo dato molto e dunque adesso i fuochi creano ambientazioni in stile Braveheart, it's punk it's no-art, sa chi sta qua e vive in toto questa musica.
Poi si fa l'alba "nella luce delle 6.00 del mattino", finisce che si gioca a Guitar Hero col destino, è un assassinio del tempo, un grind sempre più lento, un occhio già semispento sul passato che è un momento. E' intento il nostro eroe della Mancha a combattere i mulini, dall'altra parte della lancia sta a districarsi come Houdini, incatenato ai suoi destini - pochi risvolti, ma molti casini.
Allora è "nebbia che sale su a banchi, prima che la porta del giorno si spalanchi", prima che i nemici diventino troppo stanchi, prima che 'ste rime si trasformino in gladi e brandi. Avran' di che dire: scrivere con le penne fino a farle morire, scrivere di ombre per vederle svanire. E' il lieto fine. E' il come dire. Esprimi rime. And that's amore.
Ma hanno capito, amico? Ti hanno colpito, amico? Perché altrimenti è solamente un'altra storia, un'altra piaga con all'interno un dito. Qui non c'è mica da credere: c'è da imparare - nessuna lezione, molte storie amare. E il gran finale è un affare da fare a fari spenti: o la va, o dietro di te ce ne sono altri venti. Pochi, troppo pochi per ripopolare la nazione. E' lo sterminio del '78 per l'ombra dello scorpione.
E il nuovo inizio lo sai dovrà essere rivoluzione, oppure ciò che si rischia è la nostra ultima estinzione.
Un'altra medaglia sul petto
Non puoi far finta di essere serio. O lo sei veramente, o presto o tardi se ne accorgeranno.
Dicono di noi
Ok, ci ho messo un po' ma finalmente sono online le ultime due recensioni al nostro disco, fatte da Ondalternativa e Audiodrome, che trovare rispettivamente qui e qui.
Entrambe, inoltre, ci hanno dato l'opportunità di farci quattro chiacchiere assieme e li ringraziamo davvero molto per questo: i dischi non possono mai dire tutto ciò che pensi e senti. Peraltro sono due interviste davvero belle, intelligenti, interessanti. E' stato un piacere rispondere.
Quella di Ondalternativa la trovate qui, mentre quella di Audiodrome non è ancora uscita sul loro sito, quindi la pubblicheremo più avanti.
Ondalternativa
s/t - Audiodrome
s/t - Ondalternativa
Live fast, die young
Un po' meno poetico di "Dream as if you'll live forever, live as if you'll die today" , un po' più punk, ma ugualmente efficace.
Curioso, "live fast, die young" sembra calzare a pennello anche alla generazione attuale, la generazione pigra. Ma dovremmo unire le due frasi per rappresentare al massimo quest'ultima: "dream as if you'll live forerever, die young". Non vi pare? Potremmo scriverlo sulla fronte dei nostri coetanei e di quelli con cinque e dieci anni di meno - forse anche venti. L'idea è che la vita possa essere qualcosa alla Hannah Montana; poi arriva dopodomani e ti ritrovi più come Amy Winehouse, gran voce e belle canzoni a parte.
I Circle Jerks erano più concreti: no future. Che uno dice "E' pessimismo". Ma il "no future" è decisamente figlio del pessimismo e del non impegno - unito a un contorno ambientale drasticamente sfavorevole. Il problema è che quello di oggi non è nemmeno ottimismo. E' idealismo psicotico. Viene sognata una realtà rosea (la "Hannah Montana realtà") e, nel momento in cui ci si accorge che, ahivoi, la realtà è più simile a un angolo di strada con un secchio dell'immondizia da svuotare, si cade nel baratro delle lacrime e, cosa peggiore, della mediocrità. E' stata una fantasia irrealmente magnifica per quel poco che è durato (dream as if you'll live forever) e adesso che i sogni si sono rivelati per quel che sono, non resta che adattarsi a una vita da medi-ano (die young).
Lo stesso è nel punk. Pare proprio così. Hanna Montana is a punk sarebbe la terza canzone del disco che segnerebbe l'inizio di una nuova era. Ah, pare che ci abbiano già pensato.

Canzone del giorno: beh, mi sembra un po' scontato...
Di concerti e altre storie
Olè, aggiornata la sezione Concerti con tuuutte le date passate delle Cose Perse, nonché quelle future. Ci sono informazioni su ogni data, nonché la relativa scaletta. Sì, lo so, stiamo fuori e non abbiamo un cazzo da fare. D'altronde...
Comunque queste informazioni non potete ancora gustarvele, perché... non lo so perché. Ma presto non sarà più così, e vinceremo.
Dicevano che non eravamo in nessun posto
Noi siamo egoisti. Ma egoisti dentro. E mal-educati. O forse semplicemente rincoglioniti.
L'età avanza. Suoni, salti, vibri sul palco. Lo fai da 8 anni (oh beh, in realtà sono molti di più, ma qui parliamo di faccende cose persiche, nè) e oggi ti rendi conto che quel capello bianco appena sopra l'orecchio destro, diamine!, vuol dire qualcosa.
Fatto sta che Alois Alzheimer pensò a noi - ne sono certo - quando scoprì l'omonimo morbo. Ne sarà felice. Di avere un morbo che porta il suo nome, intendo. Di aver pensato a noi, non lo so: probabilmente non se lo ricorda.
Tutto ciò per dire che?
Che ieri dovevamo come minimo ringraziare Federico, Fabrizio e i Lapida perché, senza di loro, su quel palco non ci saremmo stati (ovviamente sto parlando del fatto che li abbiamo pagati profumatamente, li abbiamo portati in giro a donne, gli abbiamo fatto provare le migliori droghe sul mercato e abbiamo fatto qualche altro favore ad amici e parenti).
Dovevamo ringraziare la famiglia Ciancamerla & co., che danno sempre un tot di buon umore e bei momenti, nonché l'assolutamente non trascurabile sostegno materiale e morale per l'organizzazione musicale degli eventi.
Non si possono trascurare i gruppi: Skazzo, Fermata 93, Bloodsnake, con cui speriamo di condividere nuovamente il sudore e le note.
E tutti i ragazzi e le ragazze, amici e sconosciuti, che erano sotto il palco. Vibre da far tremare le gambe. Bella regà!
E ora?
Ora pare che ci sia un concerto tra un mese, a Pontelucano (Tivoli, non poi così distante da Roma).
Pare che ci siano due nuove canzoni pronte e qualcos'altro in cantiere.
Pare che qualcuno di noto parli un'altra lingua e suoni un'altra musica - pur capace di rimanere se stesso, come nei più bei disturbi di personalità multipla.
Pare bene, pare.
Alla prossima.
P.S.: abbiamo aggiornato la sezione Dicono di noi, con tutte le ultime recensioni a "Cose Perse". Dai che pian pianino questo sito lo mettiamo su per bene...
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