Radio Riot
Nota di Flavio: quest'intervista sarebbe dovuta uscire sulla webzine Radio Riot, da me gestita e che al tempo era chiusa. Dalla sua riapertura ancora non c'è modo di sapere con precisione quando sarà attiva la sezione Interviste, quindi ho deciso di pubblicarla qui in anteprima.
Probabilmente questa è la migliore intervista che mi sia mai stata fatta, nonché la migliore che abbia mai letto nel genere. E' pungente, molto, ma è degna di rispetto perché stimola chi risponde (e forse anche chi legge) a mettersi in discussione.
intervista a cura di Marco
Le Cose Perse sono un terzetto, attivo sulla scena hardcore-punk romana da alcuni anni, che ha recentemente pubblicato un CD/EP di quattro pezzi, intitolato "Tre": il disco viene distribuito gratis e può essere scaricato liberamente dal sito del gruppo www.coseperse.it
Questo lavoro, che è frutto di un processo di completa autoproduzione e si pone come esempio di musica slegata da logiche commerciali, è pubblicato sotto una licenza Creative Commons su cui potete trovare ulteriori informazioni seguendo il link alla pagina creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/it/
Il disco ha raccolto diverse recensioni, con commenti generalmente positivi e alcune critiche; ne parliamo con Flavio - che, oltre ad essere uno dei fondatori di Radio Riot, è bassista e cantante del gruppo cercando di approfondire le motivazioni che hanno ispirato questo CD/EP e alcune delle critiche che sono state mosse.
Cominciamo dal vostro nuovo lavoro "Tre"; qual è l'ispirazione da cui è nato questo EP - sia a livello tematico che musicale? Qual è stata la motivazione che vi ha portati a registrare il lavoro?
Flavio: le Cose Perse vedono il punk come un mezzo tramite cui chiunque può esprimersi e dire ciò che vuole nella maniera che preferisce, facendo circolare queste idee e capacità in un ambiente recettivo ad esse (ma non solo). Tutto ciò è possibile in larga parte grazie al do it yourself, questa impostazione mentale che non ti vincola a delle logiche ormai divenute predominanti nel pensiero moderno; puoi suonare senza saper necessariamente suonare, tirare fuori belle canzoni che l'ambiente recettivo di cui sopra apprezzerà, stampare le copie del tuo disco - o della tua rivista, o del tuo dvd,... - e diffonderle in tutto il mondo. Tutto ciò si propone come un'alternativa e veicola dei messaggi che altri mezzi di comunicazione non danno, o perché troppo scomodi per essere comunicati, o perché non attinenti con i gusti del momento, o perché svalutati dalla forma con cui vengono proposti.
In Italia c'è una grande e forte aggregazione di persone che si nutre di d.i.y. e che ne diffonde le creazioni. Nel punk abbiamo avuto l'impressione che tutto questo sia stato svilito negli ultimi anni. Il messaggio che ci sembra passare adesso è più in sintonia con i gruppi del mainstream: non è più un'alternativa, ed è in atto quella svalutazione operata dalla forma con cui vengono presentati. Come puoi parlarmi di rivoluzione - dei pensieri, delle azioni, del mondo - presentandoti con una foto in posa alla Blue?
"Tre" voleva rimarcare questo messaggio, voleva parlare di punk - e musica, ed espressione in generale - sopra il lucro, sopra l'impoverimento ideativo.
Non credo che ci sia bisogno di stampare 1'000'000 di copie per far passare un'idea. Forse c'è chi pensa di proporsi come un'alternativa da solo, invece l'alternativa, in questo caso specifico, sono tutti coloro che fanno parte del concetto di autoproduzione.
La motivazione e il tema sono stati questi. L'ispirazione musicale, invece, non è derivata da particolari necessità: suoniamo quello che viene fuori, quello che ci piace. Abbiamo maturato un po' di idee che si sono concretizzate in queste quattro canzoni. Tutto qui.
Ma non vi è mai venuto il dubbio che questa condizione di "svilimento" del messaggio nel punk sia anche dovuta al fatto che la sua forma artistica, estetica e musicale si sia inaridita? Che sia superata - da lungo tempo, ormai - e che quindi non abbia più le potenzialità di calamitare risorse umane, energie creative fresche e idee nuove? E, in tal caso, perché correre il rischio di cadere nell'ambiguità di presentare un messaggio (forse non originale, ma comunque di un certo spessore) attraverso una forma che potrebbe non essere la più adatta per raggiungere un pubblico veramente ricettivo?
F: il punk non coincide sempre con d.i.y., non è mai stato così e capiamoci: non lo sarà mai. Eppure c'è anche questa costola legata strettamente all'autoproduzione, una costola da cui è già nato un nuovo essere: è un modo diverso di vedere e fare le cose, un'alternativa a modi di pensare e agire che diamo per scontati solo perché ci è stato fatto credere che sono gli unici possibili. Da tutto ciò può nascere una vera e propria impostazione mentale che porta a pensare in modo diverso su tutto ciò che ti circonda.
Insinua il dubbio, fa ragionare sul fatto che forse c'è sempre un'altra possibilità, la possibilità, già concreta, che dal pensare "Cazzo, ma allora posso far uscire un disco anche se non ho un contratto con la major", si arrivi al pensare "Cazzo, ma forse questo Governo, questa realtà, questo mondo, non sono gli unici possibili". Il punk come lo intendiamo noi è una parte di quell'essere, una costola dicevamo: tutto l'organismo include infiniti altri sistemi.
L'ambiguità, a mio parere, è sempre in agguato. Puoi dire ciò che vuoi, ma il tuo messaggio non sarà mai capito al 100%. Fare solo 500 copie di un disco che circola in un ambiente dai confini abbastanza definiti (pur con diversi sconfinamenti) è un inizio: si spera che il messaggio venga colto da qualcuno e diffuso a cascata, e nel contempo si continua il proprio cammino finché è possibile. Come dicevo prima, l'alternativa non la fa soltanto un gruppo, è l'insieme che conta.
Nonostante queste dichiarazioni d'intenti, converrai con me sul fatto che i testi dei pezzi - a parte forse la conclusiva Voi - sono marcatamente orientati a tematiche personali (se non disimpegnate) piuttosto che "sociali" o "politiche", o sbaglio? Forse la mia interpretazione non è corretta? Forse ci sono dei significati molto più profondi che a me (e magari anche ad altre persone che hanno ascoltato il disco) sono sfuggiti?
F: no, no, è giustissima. Eccetto qualche canzone come Pappagalli Verdi le Cose Perse non esprimono, attraverso i testi, considerazioni su questioni sociali, men che mai su questioni politiche: preferiamo pensarci molto e per bene prima di affrontare argomenti che necessitano una giusta ponderazione.
Tuttavia io non ho detto che il punk debba essere necessariamente un veicolo di messaggi politici o sociali. Io ho parlato di impostazione mentale, di logiche dominanti e di alternative, tutti concetti che non sono limitati ai campi sociali e politici: semmai sono questi ultimi a muoversi e procedere in funzione dei primi. Così, proporre un'impostazione diversa, alternativa ad un'altra impostazione predominante, può permettere di aprire nuove idee nella mente, in base a cui fare nuove scelte che possono infine portare al cambiamento.
Non è necessario, allora, che le Cose Perse t'imbocchino con una canzone che strilli un concetto espresso mille volte meglio con un'azione tanto semplice quanto esplicita: l'autoproduzione completa e la distribuzione gratuita di un disco dove tre comuni ragazzi hanno suonato quello che gli piaceva e detto quello che volevano dire, dove insomma si sono espressi.
Sul fatto che le dinamiche sociali e politiche si muovano e procedano in funzione delle impostazioni mentali di logica dominante e di alternative non sono affatto d'accordo con te; ma sarebbe un argomento su cui potremmo discutere per degli anni, e non è il caso di aprire qui un dibattito sul tema. Piuttosto, continuiamo a parlare dei vostri testi; anche se non sono dei capolavori, mi sembra che si innalzino leggermente rispetto alla media della maggior parte dei gruppi punk; la scrittura trae ispirazione da qualche particolare riferimento letterario o comunque extra-musicale? (Avanti: facciamo rivoltare qualcuno nella tomba - o nel letto.)
F: permettimi prima di dare un'ultima battuta all'argomento precedente.
Penso che chi muova la politica e la società siano in parte le logiche
dominanti, ma penso anche che queste logiche vengano fin troppo facilmente
impostate da chi ha interesse ad orientare quel movimento di pensieri per
raggiungere i propri scopi; vedi ad esempio il fatto che oggi pensiamo più
alla caviglia di Totti che alla sempre più imminente guerra in Iran. Questo
secondo me è un esempio di "modo di pensare" a cui hanno abituatomolti di
noi. Lo scopo di promuovere delle alternative sta nel proporre nuovi modi di pensare.
Venendo alla domanda. Effettivamente i testi delle Cose Perse si differenziano un po' dal tema "punk rock all'italiana" a cui siamo abituati. Se poi sono capolavori o merdacce lo lasciamo decidere al personale gusto dell'ascoltatore: l'importante è che convincano noi.
A parte Pappagalli Verdi, ispirata dall'omonimo libro di Gino Strada (il fondatore di Emergency), non ci sono altri libri che hanno ispirato un intero testo - ma non lo escludo per il futuro. Più che altro ci sono delle citazioni qui e lì.
Per testo extra-musicale invece non ho ben capito cosa intendi dire.
Visto che ti ho permesso di dare la tua ultima battuta all'argomento precedente, permettimi tu di dirti sinceramente la mia opinione, cioè che proporre idee ed alternative è inutile se poi non si riesce a metterle in pratica per motivi pratici, materiali o di convenienza; in questo senso sono piuttosto le logiche e gli "ideali" a muoversi seguendo gli sviluppi materiali (tecnologici, economici, politici) della società. Comunque vi do atto che effettivamente mi sembra voi sfruttiate bene le possibilità e i ganci che avete all'interno della scena per proporre un esempio che è alternativo rispetto alla stragrande maggioranza degli altri gruppi (anche punk) che seguono il percorso dei gruppi musicali commerciali.
Per quanto riguarda invece gli eventuali altri riferimenti extra-musicali che potessero aver ispirato i testi, oltre che al letture mi riferivo a film o altre cose del genere.
Veniamo all'aspetto musicale del vostro lavoro - che non è, probabilmente, quello più rilevante, ma che non possiamo trascurare (dopotutto, stiamo parlando di un CD). Cosa rispondi alla critica che il vostro sound sia piuttosto derivativo, non particolarmente originale? Non credete che sarebbe stato meglio puntare su soluzioni musicalmente più creative? Hai detto prima che suonate "quello che viene fuori, quello che vi piace", ma non credi che l'attitudine dovrebbe anche riflettersi in una ricerca di qualcosa che esca da schemi che - non potete negarlo - si sono sentiti e risentiti fino alla nausea in centinaia di gruppi negli ultimi quindici anni e (quel che è peggio) sono spesso stati cannibalizzati da gruppi che in fondo non avevano granché da dire? Senza necessariamente arrivare a stravolgere completamente la vostra visione del punk-rock, e senza richiedere chissà quale sbattimento, non sarebbe stato meglio tirar giù qualcosa che anche musicalmente si differenziasse da quel filone di gruppi?
F: ma guarda, personalmente non vedo le nostre canzoni così derivative. Le recensioni stesse fatte finora sono state molto discordanti nel definire il genere che suoniamo, l'originalità o la derivazione, le influenze,... In molti casi è capitato che i recensori ci abbiano accostato a gruppi di punta del punk rock italiano anni '90, quei gruppi che sono stati poi stracopiati da dozzine e dozzine di altre band. Ma quando ho letto altre loro recensioni, o quando ho approfondito personalmente l'opinione del recensore, ho spesso notato due condizioni: o il recensore ascoltava quasi esclusivamente quel tipo di band, o non ascoltava quasi per nulla quel tipo di band; in tutti e due i casi, nel momento in cui sentiva un CD dal "sapore" punk, melodico e con i testi in italiano, la prima cosa che faceva era associarlo a quei gruppi di punta di cui sopra. Questa è una mia osservazione ovviamente, magari sbaglio.
Quindi non so, c'è uno stile così derivativo nelle Cose Perse? Magari sì. A noi, ripeto, non sembra, anche perché nessuno di noi ascolta Pornoriviste, Derozer o Moravagine; più che altro perché non ci interessano, quindi non è di certo lo stile musicale a cui più ci rifacciamo.
Diverse recensioni hanno avuto un minimo comun denominatore nel trovare l'influenza della Torino Hardcore fin dal primo disco, e quella di sicuro c'è, ma è ben lontana dai gruppi punk rock italiani anni '90.
Che gli schemi si siano sentiti e risentiti non lo nego. Solo che non ci vedo le Cose Perse in quegli schemi, né ci vedo me stesso quando creo una canzone. Anzi, riportando un discorso che faceva Nadir dei PHP, quando creiamo una canzone cerchiamo di essere molto personali - nei limiti, anche, delle capacità tecniche -, perché che senso avrebbe copiare le cose degli altri? Poi ci sono le eccezioni ovviamente: ad esempio L'Albero è stata volutamente così. Si potrebbe pensare che sia stata la prima ad essere scritta per "Tre", quindi quella più vicina al primo disco - ovviamente meno maturo -, e invece è stata la penultima. Avevo semplicemente voglia di una canzone lenta, molto melodica ed estremamente semplice. Non ho pensato a copiare uno stile, ho solo pensato a fare una canzone. Lenta, molto melodica ed estremamente semplice.
Quali sono al momento i vostri progetti? State portando questi pezzi in giro? Avete altro materiale in cantiere, per un eventuale futuro full-length? Ambizioni per il futuro o attività o progetti collaterali? E che ricordo credete resterà di questo disco, per esempio, tra dieci anni a chi lo scarica e lo ascolta oggi, e a voi come esperienza nell'averlo registrato e nel promuoverlo?
F: dopo l'uscita del disco abbiamo suonato un po' a Roma e nel frattempo abbiamo spedito i dischi a una decina di distro per l'Italia, in modo che la distribuzione fosse più capillare. Adesso ci stiamo organizzando per suonare fuori dalla Capitale ma finora ho ricevuto solo risposte negative. Tranne che da Milano però: lì Sarta dei Kalashnikov ci sta preparando un concerto per quest'estate. E proprio con Sarta abbiamo parlato di uno split assieme, ma è u''idea appena accennata, tanto che non so nemmeno se gli altri Kalashnikov la sappiano!
Materiale in cantiere ce n'è. Stiamo provando due canzoni nuove e altre due sono in dirittura di arrivo: vedremo cosa diverranno nei prossimi mesi.
Per le ambizioni, beh, personalmente alcune piccole cose: vedere un crescente numero di download del disco dal nostro sito, rientrare in studio il prima possibile (comunque al momento giusto), avere il tempo di finire il sito con Mario.
Sui progetti collaterali è strano che tu lo chieda, perché effettivamente ce ne sono. Andrea ha in mente da tempo di mettere su una band di original ska, e sembra che ci sia quasi. Mauretto ha ripreso a suonare con un gruppo punk '77 dopo un'interruzione di un mese. E infine, loro due insieme dovrebbero cominciare a breve le prove con un gruppo Oi!. Vorrei averlo io tutto questo tempo.
Cosa resterà di questo disco mi è difficile dirlo. Ammetto che spero abbia la sua influenza, ma 500 copie sono poche e le Cose Perse non sono i Negazione. Spero che faccia la sua parte; non credo che sia stato uno spreco, anzi. E anche l'esperienza di registrazione e promozione: rifarei tutto così, giusto con un po' più di calma per poter evitare stupidi errori, ma il resto è stato ben fatto. L'abbiamo pensato in un modo, questo disco, ed è uscito sotto tutti gli aspetti cento volte meglio. Bella lì, sono soddisfazioni.
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