Passione Alternativa
Premessa: in questa intervista viene citata la partecipazione allo split benefit per Fondazione Idea. Sebbene nelle righe di risposta sia stato mostrato un gran entusiasmo, va considerato che l'intervista fu fatta prima della nostra ricerca attiva di informazioni e del ritiro dal progetto.
Dopo "Vita" uscito nel 2003, avete realizzato un nuovo lavoro, "Introspezione". Rispetto al passato come è cambiato il sound del gruppo, che disco troverà la gente? Soddisfatti del prodotto finale?
Flavio: beh, "Vita" era un singolo autoprodotto che, oltre ad un pezzo contenuto anche in "Introspezione" (Vita, appunto), aveva due versioni promo di Picchia Forte e Cose Perse. Il sound quindi non è cambiato di molto, è cambiata la registrazione, più impegnata e accurata.
Soddisfatti del prodotto finale... sì, ci piace come disco e stranamente non ci stanchiamo ancora di sentirlo (dico "stranamente" perché suoniamo alcune di quelle canzoni ormai da tre anni). Avremmo potuto fare di più, ma dopotutto si trattava della nostra prima registrazione.
Curiosità banale: da dove proviene il vostro nome? So che prima di questo ne avevate scelto un altro, qual era?
Flavio: il nome scelto prima era Tutti Cazzi Per Mary, ma poi ci siamo accorti che è anche il nome di un noto film porno e così l'abbiamo cambiato in Cose Perse.
I testi sono il pezzo forte delle Cose Perse: come nascono e sopratutto come crescono i vostri brani? Di solito chi li scrive?
Flavio: i testi li scriviamo Andrea ed io; abbiamo uno stile individuale, quindi mi limiterò a spiegarti il mio modo di scriverli...
La maggior parte dei mieti testi in "Introspezione" vengono fuori da sentimenti particolari. Ho vissuto situazioni in cui ho provato qualcosa di forte, spesso doloroso, e in diverse occasioni ho sentito il bisogno di tirarlo fuori. In quei casi appoggiavo la penna sul foglio e lasciavo scrivere le parole... Era una vera e propria liberazione, "un'abreazione" direi... Poi ci sono state anche le eccezioni, come Correre e Sparare, Il Mondo E' Meraviglia o Pappagalli Verdi, testi mediati più dalla ragione che dal sentimento.
Le Cose Perse sono un gruppo strano, ambiguo, inclassificabile: come si descriverebbero i diretti interessati, sia musicalmente che umanamente?
Flavio: strani, ambigui, inclassificabili. Eheh, no dai, non esageriamo. Credo che nelle nostre canzoni ci siano linee punk rock, hardcore, rock... ma non siamo chissà quale meraviglia della natura; ci ripetiamo spesso che qualsiasi cosa suoniamo ci deve piacere: 'sti cazzi del genere. Chissà, magari un giorno finiremo col suonare la polka... Comunque bravo: mi piacere la parola "ambigui"; secondo me le Cose Perse sono molto ambigue.
Umanamente... beh sì, siamo dei casi umani.
"Introspezione" è un disco cooprodotto da tante etichette; che rapporto hanno le Cose Perse con la coproduzione? Quali sono i pro e i contro di questa "sponsorizzazione"?
Flavio: la coproduzione... beh, è un ottimo metodo per far girare il proprio disco negli ambienti più consoni, e permette il supporto di una realtà di produzione che è veramente all'avanguardia, dando la possibilità potenziale a chiunque di far sentire la propria musica in lungo e in largo: cosa si può volere di più? Il problema sono forse i soldi: non sei sotto un'etichetta, nessuno ti paga le spese di registrazione o di promozione, anche se a noi sta bene così. E' la nostra musica, ce la gestiamo noi come meglio crediamo.
Secondo me è troppo sottovalutato come metodo di produzione. E' faticoso cercare le etichette, l'industria che ti stampa il disco, promuoversi: molto meglio mettere tutto in mano ad una sola etichetta e limitarsi a suonare, no? Noi abbiamo speso molto tempo a cercare le distro, a preparare l'artwork, a mandare i dischi a riviste, zine e radio, ma la soddisfazione è massima. E' un prodotto interamente nostro, da cima a fondo. E non è vero che non riesce a girare: i Kalashnikov (Milano) hanno fatto girare i propri dischi tra Europa, Asia, Stati Uniti e America Latina; proprio qualche giorno fa hanno chiesto a Radio Riot di coprodurre la ristampa del loro primo lavoro che, per ora, verrà supportato da etichette del Messico, del Perù, del Portogallo e della Germania.
A mio avviso per un gruppo come voi i live sono tutto. Secondo me solo attraverso di essi potete esprimere la vostra reale forza sonora. Ma cosa rappresenta e che importanza danno oggi come oggi le Cose Perse al mondo live? Sono una valvola di sfogo o un modo come un altro di farsi conoscere?
Flavio: mmm... entrambi probabilmente, ma dipende come li prendi. Di sicuro, vada come vada, il live è un modo per farsi conoscere, ma come disse Sabino dei Belli Cosi, "lì ti giochi tutto". Ci vuole passione, entusiasmo: non puoi andare ad un concerto scazzato e senza voglia di suonare: meglio starsene a casa a studiare. Ogni volta che abbiamo un live ci diciamo "Mi raccomando ragazzi: divertiamoci!", e lo facciamo soprattutto quando capitano concerti "problematici".
La scelta di cantare in italiano è stato un dovere patriottico o una semplice scelta collettiva?
Flavio: forse nessuna delle due. Io trovo il nostro idioma stupendo, abbiamo uno dei vocabolari più ricchi del mondo: perché dovrei limitarmi cantando in un'altra lingua? Se canto in inglese, inoltre, non potrò MAI (M-A-I) esprimermi come farebbe un madrelingua, sia nella scelta delle parole che nell'espressione, per non parlare della pronuncia! Quindi quello che scrivo non sarebbe l'esatta esplicitazione dei miei pensieri, dei miei sentimenti, delle mie riflessioni...
In più io vivo in Italia, ho bisogno di parlare con degli Italiani: agli stranieri do le traduzioni dei miei testi, non il contrario.
Non so se tutti lo sanno ma voi siete un gruppo romano: come vedete voi la scena punk romana? E' in declino o in rialzo?
Flavio: eheh declino o rialzo rispetto a cosa? :) E' una scena: ha i suoi alti e i suoi bassi, sia in senso temporale che di qualità/quantità di band. Attualmente abbiamo parecchi gruppi e la maggior parte sono validi, sia nell'ambito hardcore che emo/pop-punk e punk rock: mi sembra che a Roma si stia muovendo qualcosa di grande, come se qualcosa (o meglio, qualcuno, o qualcun"i") dovesse scoppiare di qui a poco. Forse con un po' di fortuna...
Una cosa che mi lascia un po' perplesso è la ghettizzazione, come un circolo di band elitarie in cui è difficile entrare. Su un forum un ragazzo aveva definito questo fenomeno romano come un formarsi di "gruppi di gruppi".
La copertina del vostro ultimo album è abbastanza particolare: come è nata l'idea e sopratutto chi è l'autore?
Flavio: oh Dio, non mi ci far pensare... l'autore dell'artwork sono io, solo che non sono un grafico, quindi immagina la difficoltà di fare un lavoro simile... ricordo che l'ultima settimana ero così stressato che quando mi mettevo davanti al PC per lavorare al booklet provavo un fastidioso senso di nausea...
Comunque sia l'idea è arrivata dopo due scarti. Volevamo mettere delle foto significative, empaticamente in tema con il disco, con i suoi contenuti. Così ho preso uno scatolone di foto fatte dalla mia famiglia un paio di decenni fa e... ho trovato quelle due :) Se non sbaglio il parcheggio che si vede nel booklet dovrebbe essere a Salerno, mentre la foto nell'interno non so di dove sia.
Sono belle, molto suggestive, emotive...
Il vostro disco costa solo 5 euro, come siete riusciti a mantenere il prezzo così basso? Su cinque euro guadagnati quanti ne perdono anticipatamente le Cose Perse?
Flavio: abbiamo preso i costi del disco, li abbiamo sommati ai costi di produzione e di spese varie, abbiamo diviso il totale per 500 (il numero delle copie di questa prima stampa) ed è venuto fuori 4,8. Per ogni disco venduto a 5 euro noi ci guadagniamo 20 centesimi, ma alla fine neanche quelli se calcoli eventuali spese aggiuntive che abbiamo dimenticato. Ma non ci interessa fare soldi... figurati che inizialmente avevo fatto male i conti, calcolando che ogni disco ci costava 5,5 euro e vendendolo, di conseguenza, a 6 euro. Poi appena scoperto l'errore abbiamo abbassato il prezzo.
Non suoniamo per pagarci la cena o i vestiti, ci interessa solo pagarci le registrazioni, la stampa, le corde, la benzina... è la nostra musica che deve vivere della nostra musica, non noi.
Oltre alla musica cosa amano fare le Cose Perse, sia nel tempo libero che nel tempo perso?
Flavio: Mauretto fa l'idraulico, Andrea l'elettricista ed io studio psicologia. Per il resto, io faccio parte dello staff di Radio Riot (www.RadioRiot.org), cofondatore assieme a Bes e membro attivo con tutto il resto dello staff (posso fare i saluti? E allora saluto Val, Bepi, Simo, Varano, Diego, Gianluca, Albe, Vinx e Davide :D), e scrivo recensioni e articoli musicali su un giornale della zona.
Gli altri due non so cosa facciano. Sono dei fighi, quindi penso che stiano sempre in giro con 3-4 ragazze a testa. Un tempo stavano tutti e due insieme con una ragazza di nome Marta e quando l'hanno scoperto hanno scazzato e litigato in un cantiere pieno di tubi... o forse no,... no mi sa che non erano loro...
Un'altra piccola curiosità: le vostre spillette (quelle fatte proprio da voi), sono in puro stile "Piccolo Principe", come mai, cosa volevate esprimere?
Flavio: come ha detto il nostro webmaster (a proposito, www.radioriot.org/coseperse), "il Piccolo Principe è il libro più bello del mondo". Lì c'è qualcosa di perso, veramente. L'infanzia... ma non solo, tutto un mondo che forse non ritroveremo mai più. E' triste. Quelle spillette sono molto tristi. Ma hanno un bel significato. O meglio, è il libro che ce l'ha. Leggetelo se non l'avete mai fatto.
Nei prossimi mesi parteciperete al progetto "Benefit Per La Fondazione Idea" della Boomerang Records: in cosa consiste? I ricavati andranno sicuramente tutti devoluti, no?
Flavio: aah, di questo vado molto orgoglioso! La Fondazione Idea è un Istituto per la ricerca e la prevenzione della Depressione e dell'Ansia. Immagina come la proposta di Diego della Boomerang mi abbia interessato fin da subito, essendo io uno studente psicologia. L'ho proposto agli altri e gli è piaciuta: sono fiero di suonare con loro :°)
I soldi del disco (che costerà intorno ai 5 euro) andranno tutti alla Fondazione, e parteciperanno Kalashnikov, Imodium, The Brilli, Hello's Punk e noi. In più organizzeremo diversi concerti con queste band, per sostenere il tutto. E' una bella idea davvero. Da prendere da esempio.
Un messaggio ai lettori di Passione Alternativa....
Flavio: leggete Passione Alternativa! ...ah già lo fate? Bravi!
Progetti per il presente e per il futuro?
Flavio: sabato 13 marzo suoneremo allo Stay Free, in via Sirte 5, con Laghetto, No Info e 7 Times Suicide. Poi ad aprile faremo tre date tra Milano, Torino e Bologna. Dopo Andrea inizierà il servizio di leva presso i pompieri, quindi forse ci faremo vedere meno per un po', ma va bene così: avremo tempo per concertarci su i nuovi pezzi.
Ciao e grazie.
Flavio: Grazie a te :)
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