Tre - Esseri Rock #17
"Tre" è un disco gratuito, tutti possono richiederlo e ascoltarlo senza sborsare nemmeno un fottutissimo centesimo di euro. Cazzo, cheffigata, direte voi. Fermi. Invece di lanciarvi a richiederne 34 copie per i vostri parenti, pensate bene a che significhi tutto ciò. Si tratta di un atto simbolico, una provocazione, certo. Ma è anche una dichiarazione di intenti, una scelta dettata da una concezione ben precisa della musica, che ci spinge a rimettere in discussione l'associazione Arte/denaro, qualcosa che ormai abbiamo dato per scontata. Nessuno pensa più a che cosa significhi decidere il prezzo della musica, perché tanto è il mercato che la decide, noi lo assecondiamo soltanto. Invece noi, quando siamo i veri e unici creatori di qualcosa, possiamo anche fregarcene delle regole del mercato e decidere autonomamente il destino della nostra arte. Eccola, la personalità: partire dalle basi e rimettere in discussione anche le cose più banali, che diamo abitualmente per scontate, per poi ricomporle sporcandole con la nostra anima. Questa è la personalità, cazzo.
Le Cose Perse sono un terzetto che è in giro da cinque anni. Si tratta di gente relativamente giovane ma che già mostra un'attitudine chiara, una poetica profonda e una forte dedizione al DIY. Con queste nuove 4 canzoni viene messo in luce un momento di passaggio che lascia trasparire verso quali sponde si realizzerà la loro piena maturità creativa. Mentre i primi due pezzi costituiscono un proseguimento diretto del precedente disco d'esordio ("ntrospezione" del 2004, co-prodotto da alcune entità DIY) e quindi presentano ancora un sound legato a un contesto punk rock minimale con con qualche sferzata di originalità qua e là (fate attenzione allo stacchetto d'intermezzo di Realtà Piacevole), le ultime due raggiungono un sound nettamente più personale. Inverno gioca a contaminare l'uso della chitarra pulita in levare su sostenuti mid-tempo in battere, per poi aprirsi in un coro melodico accattivante. Ma il pezzo migliore è Voi, un'eccellente canzone in cui numerose influenze contaminano il sound di base con un riff portante di sapore hard rock, una metrica vagamente hip-hop e spruzzi di hardcore (gli echi dei torinesi Frammenti riaffiorano inconfondibili nel cantato finale), il tutto miscelato con un testo chiaro e tosto, che ha molto da ridire sulla scena punk/hardcore romana. Se dal punto di vista dell'attitudine le qualità sono del tutto evidenti, musicalmente queste quattro canzoni, pur non trattandosi ancora di composizioni pienamente mature, mostrano chiaramente le qualità creative della band. "Tre" è quindi un mini-album di passaggio, che lascia ben sperare in un capolavoro compiuto per il prossimo capitolo della storia COSE PERSE. Ci aspettiamo grandi cose, ragazzi, mi raccomando...Promesse.
Sarta
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