Introspezione - Sonic Bands
Un vero e proprio album autoprodotto (con la collaborazione di qualche etichetta) ci presentano i romani Cose Perse.
Rimango subito colpito dal nome della band e dal titolo della release, anche se il foglietto di presentazione allegato non chiarisce i motivi del nome, o meglio specifica che non ci sono motivazioni precise (male!); a parer mio un'etichetta che ci si dà dovrebbe quantomeno significare qualcosa (in realtà non è affatto così: nel foglietto spieghiamo che il nome Cose Perse inizialmente è nato quasi per caso ma che ha velocemente acquisito più di un significato particolare; scusate questa nota, ma ci sentivamo in obbligo di metterla, ndFlavio).
Passo poi all'ascolto, che si preannuncia punk in contrapposizione forse col titolo dell'album e in completa aderenza con quanto dichiarato dalla band. L'abbondante mezz'oretta che compone il CD è piuttosto noiosa, spompata e davvero troppo omogenea, non sembra di sentire brani diversi, pochi cambi e pochi passaggi interessanti, quasi una mega traccia unica di compagnia a basso volume. In effetti è un po' un peccato perché la tecnica hc-punk, il sudore e l'affiatamento sembrano evidenti, mancano però le idee ed anche una maggiore ricerca sonora, utile per non cadere nel banale, ripetendosi all'infinito senza nessuno sbocco a future nuove sonorità o a evoluzione del genere. Le Cose Perse sembrano voler fare bene il loro compitino, non sono malaccio i brani, ma peccano terribilmente di omogenità. Meglio forse concentrarsi su vari ascolti per poter proporre qualcosa di originale, cosa possibilissima, ancora, anche nel punk.
Fabio Igor Tosi
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