Cose Perse

Introspezione - Munnezza

Le Cose Perse - gran bel nome, oltretutto - sanno fare una cosa che molti gruppi punk di casa nostra non sanno fare: scrivere i testi.
Questa giovane band romana, nel suo primo album prodotto in equipe con alcune piccole etichette italiane (SmArtz!, Cervello Morto, KDV, Spacciatori Distro, Bar-H) e addirittura una bulgara (la Troskot), appaia belle liriche in madrelingua, quasi poetiche e molto debitrici ad una certa scuola introspettiva torinese (vedi Frammenti su tutti), ad un punk rock grezzo e semplice ma che a suo modo si concede anche alla melodia: niente male, in questo senso, Picchia Forte e Cose Perse.
Le influenze, piuttosto variegate, rimandano a certi Rancid (alcuni giri di basso citano, per quanto si può, Matt Freeman), ai Bad Religion (Ritorno, Evio), alla suddetta "Torino Hardcore" (l'ottima Pappagalli Verdi, il cui testo è ispirato all'omonimo libro del presidente di Emergency Gino Strada), al rock'n'roll puro e semplice, e molto anche alle sonorità britanniche settantasettine: tutto sommato, i risultati sono incoraggianti per trattarsi di un debutto.
Mettete tre ragazzi con tanta voglia di fare pur non essendo virtuosi strumentisti, tanta passione e sincerità a sopperire alle lacune tecniche e alla risicata disponibilità economica, l'autoproduzione e il DIY come necessità ma anche come imprescindibile base ideologica, ed ecco le Cose Perse: il bello del punk rock, in fondo, è questo qui.
AOB

http://www.munnezza.it

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