Cose Perse

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Video d'Inverno

Qui.

Non si può non ringraziare Giulio, Pierpaolo e Cristina (al secolo Deny Everything distro e Rigetto Produzioni) per questo lavoro. Iniziato a gennaio di quest'anno ha visto un luuungo periodo di gestazione prima d'essere portato a termine, ieri sera. E oggi e finalmente online!
Lo troverete in degna qualità sul nostro nuovo disco (fuori tra poche settimane), con un'aggiunta.
Intanto buona visione!

Per Francesco

E ieri abbiamo suonato.
Penso di essere il meno adatto a parlare della cosa. Con Francesco ci si salutava, si scambiavano due chiacchiere, un sorso di birra, ma poco più. Mauretto e Andrea avrebbero di sicuro molto di più da dire. Ma beh, qui ci sono io adesso...

Voglio solo ringraziare Sara e tutta la famiglia Figlioli per averci permesso di salire su quel palco. In un certo senso, se ieri abbiamo suonato lo dobbiamo proprio a Francesco, perché se 13/14 anni fa il punk ha iniziato a circolarci nelle vene lo dobbiamo soprattutto a loro, ai Taxi, al secolo Pinheads, alle giornate perse a Santa Fé, alle prove nel box di Tenda, alle "trasferte" all'Hombrelobo, ai primi concerti in piazza. I Pinheads erano il gruppo che volevamo diventare, meno lontani dei Ramones, e forse per questo maggiormente mitizzati da dei quattordicenni punk con i jeans strappati e il chiodo sempre indosso.

Suonare ieri su quel palco, per ricordare Francesco, dedicandogli tutta la nostra musica, anima e corpo, ha voluto dire tanto, tantissimo per noi. Ha voluto dire ricordare tutta una parte della nostra vita che ci ha fatto diventare ciò che siamo oggi.

Grazie ancora,
le Cose Perse

Nuovo Rinascimento

Da qualche giorno un altro pezzo della saga millenaria. Intanto il disco va e va, viaggia. Prima o poi arriverà anche qui. Ma prima devo passare alla SIAE per i bollini, cazzo.

Preludio al Ronin: una saga in n parti.

Comincia oggi.
Non si può dire bene cosa sia perché non lo sappiamo neanche noi.
E' un preludio, un'introduzione, un avvicinamento, un accostamento, una previsione, una preveggenza. E' ciò che successe a Giobbe mentre Dio e Lucifero (= portatore di luce) scommettevano sulla sua vita. E' ciò che venne prima del pensiero che allontanò Siddharta dai vecchi saggi. E' il Golem a cui il rabbino Jehuda Löw dovette cancellare la lettera ת. E' un frammento di un'interpretazione del Corano data dopo la morte di Maometto.
Tutto ciò è molto spirituale, ma assolutamente non religioso. Assolutamente no.
Comincerei con una ricerca su ciò che era il Ronin. Sì, sì...

Tutto questo e qualcos'altro sul nostro MySpace.

Ancora nozioni enciclopediche sul nostro myspace

Sto ascoltando The Plight, e non mi comprerei mai il loro disco, benché siano molto bravi e carichi.
E' che quel tipo di voce raramente lo sopporto. La voce catarrosa, sapete? Mi ricorda il catarro, sì. Che schifezza.
Le chitarre comunque meritano un bel po'. Peccato per il catarro.

Stupidità

ANCORA un pensiero nel nostro myspace.
Stavolta solo roba per veri duri, ocio.

Le forze del Male

"Pa pappara pa paa! Pappara paa pa! Pappa para paa pa! Pappara paaa!
Pa pappara pa paa! Pappara paa pa! Pappa para paa pa! Pappara paaa!
Pa pappara pa paa, pappara paa pa, pappara pa paa, pappara paaa!
Pa pappara pa paa, pappara paa pa, pappara pa paa, pappara pa para paaa!
"

(ovviamente si tratta della Cavalcata delle valchirie di Wagner)

Nascondersi è inutile. Un po' come è inutile ascoltare il pre-mix di Musica & Volume dalle casse del computer. Ma da quello ci si può nascondere. D'altronde me l'hanno accettato:

"il vero sballo è dire ctrl+alt+canc

Cos'altro, sennò, dopo aver appurato che ora la droga circola online? (non mi fate fare link anche qui: cercatevi I-Doser e via).
Ma stavamo parlando delle forze del male, l'aspetto Ombra di ognuno di noi. Il Male non va sconfitto, va integrato, va reso nostro servitore. Scopriremo allora che Male è solo la parola che usiamo per ciò che non conosciamo e che, spesso, sfugge al nostro controllo.
Dunque, cosa c'entra questo con le Cose Perse?
Asserire che "le Cose Perse sono il Male" sarebbe alquanto affascinante ma, ahimé, anche lontano dalla realtà delle cose (perse e tout court). Il disco avrà, con grande probabilità, un artwork con il nero dominante (cliché di moltissimi gruppi punk e hardcore che abbiamo cercato di evitare - pensando di usare il bianco - ma che infine, per cause di forza enormemente maggiore, abbiamo dovuto accettare) e il nero, si sa, è il colore preferito del Male (insieme al rosso e ai ciuffi emo). Ma questo non fa di noi esseri malvagi. Certo, Andrea è rasato, e il Male spesso è rasato (ve lo immaginate un malvagio capellone? Suvvia...), ma Andrea non è una personificazione del Male, altrimenti per giustizia malefica avrebbe or ora incenerito il carretto che sta passando sotto casa mia con I don't want to miss a thing degli Aerosmith a tutto volume. No, mi spiace: Andrea non è affatto il Male.
E Mauretto? Cioè... ve lo immaginate Mauretto nei panni del Male? Mauretto tutt'al più può essere l'incarnazione di San Francesco; di सिद्धार्थ; della Pimpa! Ma del Male proprio no! Non si può volere male a Mauretto, figuriamoci se si può volerlo Male.
In quanto al sottoscritto... Recentemente un mio amico di adolescenza (durante l'infanzia non ci conoscevamo), parlando di persone che nascondono lati oscuri, ha detto: "Attenzione eh, che Flavio è un pezzo di merda". Effettivamente la mia rinomata calma e l'apparenza di una vita alquanto tranquilla e serena (salvo poi trovarmi istericamente delirante nelle foto del concerto dei Belli Cosi fatte da fbenjo) sono caratteristiche del Male Sopito, altresì noto appunto come "pezzo di merda", colui che pare Bene ma in realtà è Male, Malissimo direi! Ma, anche in questo caso, non posso che dirvi che io il Male non sono, dacché capellone (vedi sopra).
Quindi, no: le Cose Perse non sono il Male.

Posto ciò mi domando se così facendo stia favorendo o sfavorendo la futura vendita dei nostri CD (6 euro). Non poniamoci il dilemma e continuiamo.

Allora, se non centra con le Cose Perse, perché parlare del Male? Ma il Male, in realtà, centra ANCHE con le Cose Perse. Il Male è possibile spostarlo da dentro di sé e proiettarlo su un foglio di carta (sulla parola "carta" c'è stato un lapsus di scrittura d'incredibile portata di cui mi sono accorto solo rileggendo il testo e del quale, mi spiace per la vostra curiosità, non farò menzione), su uno strumento musicale, nelle produzioni di una band. Farne musica, testi, canzoni. Le canzoni sul Male sono tantissime: sul male di vivere, sul male Occidentale, sul mal governo, sul mal d'amore, sul mal di mare, sul male sociale, sul male in senso lato, sulla mala sanità. Insomma, il Male è business. Questa è la sua forza e, da qui, si svela il mistero del topic.
Ma cosa ci resta se anche il Male diventa prodotto di mercato? Una realtà migliore, direi io. Scongiuriamo il Male esorcizzandolo in una canzone di Britney Spears: quale maggiore ridicolezza per un tale terrorifico tema? E, come ci insegna il professor Lupin, per affrontare il Male nel migliore dei modi bisogna renderlo ridicolo, sbeffeggiarlo, accettarlo in armonia come parte della vita (accettare la sfida del Diavolo a Giobbe), mangiarsi un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino alla facciaccia sua, prenderlo per fame, aspettare che venga da noi piagnucolando e, finalmente, farlo nostro servitore.

Ciò è il Male. Ciò è la strada verso la sua integrazione (il primo passo, certo, ma "ogni viaggio inizia sempre con un passo", diceva M. Fiorito). Ciò è scritto (anche) nelle parole delle Cose Perse.
Grazie dell'attenzione e arrivederci.




La storia è sempre quella: inizia, sconfigura, e lascia che appaia
Luce, dove luce non c'è
Caldo, quando caldo non c'è
E te insorgi, momenti e accordi, rifiuti ciò che porti, ma non ti scordi
E vivi sempre immersa nei ricordi

Se come Chico MD "la vita è troia"
se come Luca il sole abbaglia, ma non ci scalda
Sveglia! Qui non è Disneyland
Il cuore inganna

Ascolta, ascolta, ricorda i tuoi pensieri
Se ieri eri ciò che sarai e ciò che farai domani
Non ti spezzare, datti da fare, è inutile lasciarsi andare

Ho combattuto fino ad oggi ma non per vedermi morire

Contestualizzare

Imparare dalla musica.
Mi chiedevo cosa volesse dire Rino Gaetano quando ha scritto Stoccolma. Così sono andato da mia madre e le ho chiesto:
"Se ti dicessi 'Stoccolma alla fine degli anni '70', cosa ti verrebbe in mente?"
Dall'alto della mia ignoranza ho scoperto che il Nord Europa, e in particolare i Paesi Scandinavi, erano, sul finire degli anni '70, simbolo di libertà - sessuale, di vita, di pensiero, di società -, rispetto ad un'Italia ancora fortemente legata alle tradizioni, al conservatorismo, alla Chiesa, alla DC, ad uno Stato che parlava di democrazia ("e chi ce l'ha?", diceva sempre Rino) ma che, nei fatti, usava quella parola perché il labiale impedisce di vedere i canini da vampiro (che immagine attuale). La Svezia, la Normandia, la Finlandia, erano il paradiso di chi pensava ad una vita più libera, più libertaria, più liberale, più libertina e, in definitiva, socialista.
Ho scoperto tutto questo e molto altro. E altro ancora, poco connesso a questo, l'ho scritto sul nostro myspace.

Il guestbook di questo sito è un omaggio allo spam

E questa volta è sul nostro sito myspace che ho dato sfogo alla diretta esplicitazione dell'incontro tra bisogni e pressioni, così come li intendeva Murray.

Armatevi di TAT e tentate di capirmi.

Ho sognato Dio (ed era un nano)

Che poi c'è da chiedersi: come va il Mondo? A rotoli, ovviamente, e neanche quelli extra-morbidi. Pochi veli, tutti sporchi di merda. D'altronde è la storia della vita dell'uomo: non siamo nati per non soffrire.
Ma non quella delle Cose Perse, che non soffrono, anzi, soffrono e così possono fare le canzoni. A volte le fanno anche quando non soffrono, ma decisamente gli riesce meno bene. Una volta, ad un concerto allo Stay Free, Mauretto si ferì un dito. Battendo il ritmo, goccia dopo goccia, si formò una chiazza enorme di sangue sui jeans. Un bel concerto. Sofferto. Un'altra volta invece non successe un bel niente, ed in effetti non mi ricordo bene quel concerto.

E mentre si soffre (il caldo) e ci si convince che, escluso il cane, tutti gli altri son cattivi, andiamo avanti con il nuovo disco, che forse si chiamerà "Dovevamo trovare un titolo per questo disco ma non ci è venuto in mente un cazzo di niente", o più probabilmente "s/t".
Abbiamo raggiunto una decina di coproduttori, che per mera prigrizia non vi copio qui sotto. Agli stranieri si è aggiunta la Troskot Records, che c'era anche su "Introspezione". Nel frattunque il mix procede grazie all'abile mano di Alessio "AK Records" Melani.
C'è anche l'idea di fare qualche concerto a luglio, ma non temete: con tutta probabilità rimarrà un'idea.
A ottobre, invece, si farà di certo la presentazione. Stavolta però non prenoteremo la data finché non avremo mandato in stampa il disco.

Potrei dire altro, ma sono le 21 e fa caldo: è giustizia questa?

© 2008 Cose Perse : Cose Perse non hanno diritti
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