Continuiamo a perderci dal 2001.
Radio Noize: link a intervista del 18 maggio
Per chi se l'è persa, qui c'è la puntata di Radio Noize del 18 maggio scorso, dove Andrea ed io abbiamo parlato di Cose Perse, punk italiano, d.i.y. e un altro po' di bella roba, intervallando il tutto con canzoni del punk nostrano dell'ultimo decennio e versioni acustiche di nostri pezzi (tra cui alcuni inediti).
Buon ascolto!
Cose Perse in radio!
Martedì 18 maggio, ore 21, le Cose Perse saranno ospiti di Radio Noize (http://radionoize.wordpress.com), programma sul punk all'interno della webradio Transizione Di Fase (www.transizionedifase.org). Si parlerà della scena punk in Italia, si selezionerà una playlist di gruppi italiani degli ultimi quindici anni e si suoneranno dei pezzi acustici tra cui alcuni inediti.
Non mancate!

15 maggio: Independent Ways (Maddaloni, CE)
"Nel marzo del 2008, presso il laboratorio Sociale MillePiani, si tenne una importante 3 giorni di discussione su autoproduzioni, creative commons e media indipendenti. Riflessioni e incontri a cui fu dato il nome di INDEPENDENT WAYS, vie indipendenti di autoproduzioni, distribuzione e mediattivismo. Internet Point su piattaforma linux, officina pc, la prima diretta di Radiossina, masterizzazione selvaggia e condivisione di materiale autoprodotto. Tutto questo fu alla base della 3 giorni.
Sono passati due anni di sperimentazioni e produzioni indipendenti, durante i quali abbiamo maturato nuove idee e nuovi progetti.
Il collettivo CopyRiot e il Laboratorio MillePiani ora sentono l'esigenza di confrontarsi con nuove realtà, di costruire rete con soggettività e spazi autogestiti che sostengono tutte quelle situazioni che si sottraggono alle logiche commerciali del business musicale. Stiamo promuovendo una serie di incontri ed iniziative scadenzate nel tempo, dislocate in più spazi, con l'obiettivo di creare una circolazione indipendente, consapevole e critica delle autoproduzioni.
Cominciamo dal Centro Sociale 28 Dicembre di Maddaloni, il 15 maggio. Sarà l'occasione per condividere esperienze già attive: il circuito nazionale Do It YourSelf e il progetti di Ostia ACI PROJECT e AUDIORESISTANCE. Saranno presenti inoltre una serie di banchetti e infoshop di autoproduzioni, non solo musicali.
Sabato 15 - presso Centro Sociale 28 dicembre, Maddaloni (CE)
"Independent Ways - step 1"
Giornata delle autoproduzioni e del baratto
dalle 16.00
apertura banchetti e aperitivi
ore 18.30
Nuove vie indipendenti di autoproduzioni e distribuzioni
Do It YourSelf - AutoDistribuzione - autoproduzione
presentazione:
ACI PROJECT
AUDIORESISTANCE
ore 21.30
The Inpepateds [hardpopdisaster da ostia]
Light The Bob [soccer-sci-fi punkrock da ostia]
Cose Perse [punk d.i.y.]
Streaming audio su www.radiossina.info
Centro Sociale 28 dicembre Maddaloni
Laboratorio Sociale MillePiani
Collettivo CopyRiot
Via San Francesco d' Assisi 222 (Ex De Nicola-zona Trivio)"

Audiodrome
Manifesto del punk attivista
Ricevo, leggo, copio.
"MANIFESTO DEL PUNK ATTIVISTA
Possiamo decidere che il punk sia solo espressione o che sia anche un mezzo. L'abbiamo già deciso, in realtà. Da sempre, dagli anni '70 ad oggi. Abbiamo deciso l'una o l'altra strada, quella che vede il punk come un genere musicale usato unicamente per espressione personale, scelto perché si adatta (o si adattava) meglio ad alcune nostre caratteristiche personali; e quella che vede il punk come un mezzo di azione sul mondo, scelto anche perché si vuole influenzare in qualche modo concreto la realtà.
Nella seconda scelta ognuno ha poi trovato i propri modi di agire. Il perché non interessa, il cosa è relativamente importante, il come è fondamentale.
Scrivere una canzone non ha nessun valore, per chi vede il punk come strumento di azione e influenza sul mondo. Non è la cosa in sé a fare la differenza, ma il modo in cui la si fa. Una canzone che critichi uno stato di cose non ha più influenza di una canzone d'amore, così come una canzone veloce e tecnicamente impeccabile non ha più valore di una canzone lenta e strutturalmente canonica. Ciò che conta è il tutto, qualità emergente rispetto alla singola somma delle parti. Sono i gruppi che compongono le canzoni, non le canzoni a comporre i gruppi. Le canzoni servono come sostegno al gruppo, ai suoi singoli componenti o, realtà più augurabile, a esso come unità attiva. Lo stesso vale per i dischi, i concerti e qualunque altra produzione del gruppo stesso. Devono servire a veicolare direttamente o indirettamente l'azione sul mondo, ma il gruppo punk attivista non può limitarsi a essi.
L'azione sul mondo si rispecchia nel suggerire e applicare modi diversi di fare le cose. Il gruppo punk che ha scelto di agire sul mondo si mette al servizio di questo intento. L'etica è personale. Il fine comune è illusorio. L'unico scopo è proporre costantemente alternative al Sistema di cose: un agire sempre in modo da aumentare il numero delle scelte. Fare sì che la logica dominante non incancrenisca l'impulso alla creatività originale insito in ognuno di noi.
Rispetto a tanti altri generi, il punk si è costituito in Italia come microsocietà, attiva e impegnata, almeno negli intenti, ad agire sul mondo. La percezione di una rottura (prima) e di un'assenza (poi) di una Scena, canale comune attraverso cui esporre le proprie alternative, è concreta e riflette una disgregazione non tanto di idee e intenti specifici (benché è innegabile che questi servano da collante), quanto dell'interesse generale a proporsi come attivisti del punk; è emersa, al suo posto, la parte unicamente espressionista, che ben poco pare interessata a una concreta ed esplicita azione-influenza sul Sistema di cose.
Seguendo questa prospettiva, il punk pare ormai condannato a genere musicale spoglio di qualunque caratteristica distintiva in grado di renderlo influente - come genere, prima che come singoli individui - sul mondo.
Questo testo è da considerarsi uno sprone a riappropriarsi del punk come strumento di azione. Questo testo è da considerarsi come autogeneratosi, poiché non c'è un individuo o un gruppo a cui appartengano queste idee. Per questo, il testo stesso può essere diffuso solo con l'azione del lettore."
Goodnight
«Ricordati, ragazza mia, che l'attimo che stai vivendo è irripetibile. Passeranno dieci anni e ti ricorderai ancora di questo momento, di quest'uscita con le tue amiche, di questa vacanza, di questa estate. Ci saranno milioni di momenti simili e tutti saranno eccezionalmente importanti per te.»
«Cosa stai cercando di dirmi?»
«Di vivere. Di vivere oggi, credo.»
«Pà, non capisco»
«Oggi per te è un giorno come un altro, un martedì, ma dovrebbe essere unico, capisci? Vivere come se dovessi morire domani...»
«Oh mio Dio...»
«No, ascoltami! Sono serio! Sto cercando di dirti una cosa seria.»
«Mi hai appena detto di immaginare che domani morirò.»
«Ma cos'è successo all'intelligenza, perddio? Non fare la stupida, sai cosa intendevo dire. Oggi è un giorno unico. Oggi uscirai con le tue amiche e passerai una giornata che potrebbe essere una delle più belle della tua vita. Sai che puoi renderla tale tu stessa?»
«Non credo: non sono mica l'unica artefice delle mie giornate. Magari succederà qualcosa che la farà divenire una giornata di merda.»
«E' vero, ma noi abbiamo pur sempre un ruolo in quello che ci accade. Magari non sempre nel farlo accadere, ma di sicuro nel come lo viviamo. Domani, tra dieci anni, questo sarà un momento da ricordare, un giorno da commemorare. E tu potresti startene seduta sulla tazza del cesso, in un monolocale di merda, da sola, a pensare a questo bel momento.»
«Messa così è come dire che vivere un presente fantastico è la premessa per crearsi un futuro nostalgico.»
«Con la differenza che tu, testona, non vivi il futuro: ma il presente.»
«... Uff, non capisco dove vuoi arrivare, Pà. Cos'è questa? Una lezione o che cosa?»
«Non più di una pagina di diario.»
«...che comunque non ho capito.»
«Non voglio spiegartela meglio di così. Potrei, ma non voglio.»
«...questo sì.»
«?»
«Questo l'ho capito.»
«...»
«Ok.»
«Ok.»
Fa sordo
"Ti prego aiutami."
"No."
Facciamo fatica ad assumerci la nostra realtà, ma lo sappiamo che la realtà è come noi la costruiamo? Non so... Non ci manca niente (eh), ma non abbiamo niente. Saliamo sull'ennesimo furgone, sull'ennesima macchina, su un pullman, sul treno, sull'aereo ma dove ci porterà? Dove ci sta portando? Verso palchi vuoti e una notte che più dicembre si avvicina più diventa fredda?
Saliamo, suoniamo, diamo il massimo - o forse no, forse preferiamo dare il minimo, o il medio, ma il massimo mai, perché il massimo vuol dire essere sinceri con se stessi e con gli altri (e con gli altri tanto tanto, ma con se stessi...) - poi scendiamo e stringiamo un paio di bigliettoni in una mano, e un denso, intenso vuoto nell'altra. Giri la testa da un'altra parte, ficchi la mano in tasca e con l'altra molli i bigliettoni per una serata di amore e alcol, o forse solo alcol.
Abbiamo speso denaro, sudore, minuti di canzoni che poi sono diventati ore di dischi, giorni di prove, settimane di passioni, mesi di attese, anni di vita, e infine abbiamo dato tutto al vento e abbiamo sperato.
Anno 2010, odissea nello spazio di casa tua, nel tempo della tua vita. Cos'è tornato, dal vento? Cosa ti ha portato? Cosa ti ha regalato in cambio della tua adolescenza e degli anni a venire? Uno scherzo, una sciocchezza, probabilmente niente, forse un liquore troppo amaro persino per essere inghiottito. Vorresti che non fosse così, ma è così. Saresti pronto a chiedergli perché, a chiedergli "Non mi abbandonare", ma non è che la realtà che tu hai creato. E tu lo sai, ma non vuoi ammetterlo.
Portiamo per sempre sulle dita i segni delle corde di acciaio delle chitarre; sulle spalle il solco della fascia dei bassi; nei palmi le schegge di centinaia di bacchette di legno spezzate. Alzi la testa, ti fai accecare dall'ennesima luce mal posizionata; ti fai assordare dai decibel troppo alti; ti sloghi la caviglia, i polsi, l'anima saltando sul cemento, sentendo i muscoli che si strappano e tirano e urlano. Ma va bene. E' sempre andata bene così.
Pensi che sia uno scherzo?
"Dopo noi la quiete", ma forse anche durante.
Cosa vi è successo? Dove eravate quando toccava a voi suonare? Non riusciamo a sentire più nulla.
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